Settembre 27, 2008...6:35 pm

Il caso del mese. Paola

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Paola è costretta a rimanere a letto, supina per la maggior parte del tempo. Da anni viene curata per un tumore mammario che ora ha dato metastasi ossee vertebrali. Le condizioni generali non sono buone e la malattia sta avanzando rapidamente. La compressione midollare data dal crollo di alcuni corpi vertebrali l’ha resa paraplegica in maniera incompleta a livello D6.

Paola non respira bene perché la meccanica toracica è ostacolata dalle lesioni ossee, dalla posizione supina e dall’aumento del volume addominale, causato da un ristagno di gas intestinali. La peristalsi è presente e vivace, nonostante gli oppiacei. Più volte ci chiede di verificare che le gambe siano sul piano del letto perché non ne avverte la posizione e ha paura di cascare. Per questo motivo al letto sono stati posti dei cancellini.

 

Dal punto di vista del tocco abbiamo proposto un touch in ascolto a livello del colon che la signora può eseguire in autonomia. Il contatto viene mantenuto fino a che Paola non avverta lo spostamento del gas. I punti di contatto vanno a ritroso da sinistra verso destra.

Per quanto riguarda gli arti, abbiamo insegnato ai parenti ad eseguire un comfort touch (encompassing) con una pressione ferma ma attenta. Questa tecnica comporta infatti la sensazione di maggiore presenza della parte del corpo alla quale viene applicata, ma allo stesso tempo reca molto conforto e dà un contenimento che alle persone piace molto perché si sentono accudite.

Non abbiamo proposto il massaggio addominale, né tantomeno quello agli arti, perché abbiamo avuto il sospetto che la compressione midollare stia scatenando i riflessi sottocorticali e temiamo che lo strocking possa causare una risposta in contrazione che può essere dolorosa e in certi termini anche pericolosa.

 

Ogni tipo di intervento deve comunque essere rivalutato nel tempo e modificato al cambiare delle condizioni della signora.

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