
Il massaggio dei piedi viene considerato il più diffuso ed il più praticato dei massaggi. Gradevole e rilassante, per alcune persone gravemente debilitate o a fine vita rappresenta uno dei pochi interventi possibili ed efficaci. La maggioranza della bibliografia sull’argomento riguarda infatti pazienti degenti in area critica, persone in cure palliative e anziani. E’ inoltre disponibile un discreto numero di testimonianze circa l’utilizzo del massaggio ai piedi in pazienti oncologici in trattamento chemioterapico. La motivazione a ricevere in generale un massaggio sta nella mancanza di controindicazioni di un trattamento comunque mirato al controllo di alcuni sintomi come:
- ansia, tensione, nervosismo;
- battito cardiaco accelerato per cause emotive;
- insonnia e altri disturbi del sonno;
- assuefazione da farmaci;
- diminuita attività del sistema immunitario;
- ipertensione;
- scarso senso del proprio schema corporeo;
- accumulo di liquidi e metaboliti tossici.
Ma la localizzazione, il massaggio ai piedi, è preferito a causa della disponibilità di questa parte del corpo anche in presenza di supporti meccanici o in caso di condizioni gravemente debilitate. Inoltre i piedi sono spesso sede di edema e di dolore, anche semplicemente dato dall’immobilità.
Di fatto il massaggio ai piedi è soprattutto un modo per comunicare vicinanza con una modalità del tutto accettabile, particolarmente significativa per coloro che ricevono limitati contatti umani. Il massaggio ai piedi è inoltre un modo per innescare la fiducia necessaria a sviluppare il legame tra operatore e paziente. Se si tratta di rapporti che dureranno per un tempo prolungato, in un periodo di progressivo peggioramento o disagio, il momento del massaggio può aiutare la elaborazione dei pensieri, sia nel silenzio che nel dialogo verbale. Ciò che viene trasmesso è attenzione, cura, ascolto
Setting
L’operatore cercherà di adattarsi a qualsiasi condizione, tuttavia, un ambiente confortevole aiuta il rilassamento, sarà quindi importante allestire la stanza abbassando l’intensità delle luci, controllando che la temperatura sia adeguata che nessuno possa disturbare il trattamento. Per lo stesso motivo l’operatore preparerà il materiale necessario, evitando di lasciare il paziente per recuperare di volta in volta olio, cuscini, asciugamani, eccetera.
Quando gli odori intensi risultino sgraditi viene consigliato l’uso di creme od oli neutri privi di profumazione. Quando le condizioni lo permettano è tuttavia possibile ricorrere all’uso di oli essenziali diluiti in oli vettore quando l’operatore sia esperto nell’uso di questi elementi.
E’ sempre doveroso descrivere la procedura e i suoi possibili effetti alla persona che verrà sottoposta al massaggio.
Preparazione e preliminari
Prima di tutto osservare bene la superficie da massaggiare, sia per evitare di incorrere in condizioni che rappresentano controindicazioni, sia per scegliere la crema o l’olio più adatti alle condizioni della cute.
E’ necessario essere sempre molto attenti all’igiene e quindi prevedere che i piedi possano essere sede di infezione da miceti o altro. Nel caso l’operatore dovrà sottoporsi prima e dopo il trattamento ad una pulizia ancora più accurata.
Si consiglia di detergere i piedi del paziente prima del massaggio con una soluzione medicata diluita in acqua piacevolmente calda. Se la situazione cutanea lo consiglia, è possibile anche usare una crema granulare per asportare lo strato squamoso. Una volta terminato lasciare il piede avvolto in un asciugamano piacevolmente caldo.
Tempi
Il massaggio di entrambi i piedi richiede circa 20 minuti, ma vanno sommati i tempi di preparazione e di detersione. E’ inoltre possibile che il paziente si assopisca durante il massaggio. Nel caso che non sia stato concordato precedentemente il comportamento, l’operatore dovrà verificare lo stato di coscienza del paziente prima di lasciarlo.
Per aiutare il paziente che accusa nausea e vomito, a volte sono sufficienti 10 minuti, 5 per ogni piede.
Particolarità
Lentezza, ritmo cadenzato, adattamento alle condizioni della persona, ai suoi bisogni, al momento del giorno in cui l’applicazione risulta più efficace nei confronti del sintomo da controllare.
Procedura
Come per ogni altro tipo di massaggio, è sconsigliabile interrompere il contatto e compiere bruschi cambiamenti di direzione, di velocità o di intensità. La direzione consigliata e disto- prossimale.
E’ bene ricordare che la mobilizzazione della caviglia deve essere cauta, specie se la persona è allettata da lungo tempo. Spesso il dorso del piede è doloroso nelle persone magre ed anziane, quindi lo sfioramento dovrà essere sempre leggero in questa zona.
E’ consigliabile adagiare entrambi i piedi su un asciugamano e coprire con il bordo laterale il piede che non si sta massaggiando in modo che non vi sia dispersione termica.
Per quanto riguarda i movimenti da eseguire, le varie fonti consultate non si distanziano molto l’un l’altra. Alcune risentono della cultura tradizionale locale o degli influssi di altri metodi, come ad esempio, la riflessologia plantare. Le parti costanti sono:
- stabilizzare il piede durante il massaggio in modo che non subisca una mobilizzazione casuale. E’ possibile stabilizzare la pianta del piede afferrandolo superiormente ed inferiormente con le dita della stessa mano, oppure bloccando con una mano la caviglia,mentre con l’altra si pratica lo sfioramento.
- Preferire movimenti come lo sfioramento centripeto e la frizione localizzata, purché siano superficiali.
- Favorire le zone dei malleoli, delle singole dita, dell’appoggio metatarso-falangeo, del tallone.
Al termine della sessione l’operatore stenderà un report sul trattamento, segnalando modalità, tempi e risposta da parte del paziente.
Diffusione
In alcuni casi gli operatori potranno istruire uno dei care giver all’esecuzione del massaggio, specie se l’orario scelto è incompatibile con la presenza dell’operatore.
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